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Shores Of Hope - Recensione su ItalianMetal.it

Un interessante debutto quello degli Stealth, band ferrarese attiva dal 2007 e giunta nel corso del 2013 al debutto, auto-prodotto e ora spinto dalla Atomic Stuff, con 'Shores of Hope'. Interessante perché i cinque pubblicano un disco di hard rock / heavy metal chiaramente ispirato dalle grandi formazioni del passato ma comunque al passo con i tempi, e dunque interessante anche per chi da anni segue questo genere difficilmente piegato alle mode del momento ma necessario di novità per differenziarsi.

Shores Of Hope - Recensione su ConcreteWeb.be

According to their info sheet, North-Italy's Heavy Rock act Stealth was founded in 2007 by guitarist/ backing singer Luca Occhi and drummer Marcello Danieli, who immediately set forth writing music and lyrics, and recruiting current lead singer Enrico Ghirelli (ex-Cattivi Pensieri, ex-Catarsi, ex-Mantra)...whom originally only stayed with the and for a couple of months, but then returned to the fold in 2011 (when his Mantra project was fading out).

Shores Of Hope - Recensione su Italia Di Metallo

Nonostante l'artwork della copertina possa inizialmente distorcere le idee sul genere musicale proposto dai nostrani Stealth, vi basterà sfidare le vostre perplessità e lasciar partire il disco per capire ad apprezzare. Dopo pochi secondi la batteria non lascerà alcun dubbio alle vostre orecchie: hard rock a tonnellate, pronto a scuotervi per tutta la durata di questo "Shores Of Hope".

Shores Of Hope - Recensione su Metal.it

Arrivano “furtivi” alla nostra gloriosa attenzione (“Shores of hope” è, in realtà, del 2013) grazie alla sempre vigile attività promozionale dell’Atomic Stuff e diciamo subito che sarebbe un peccato se, facendo fede al loro monicker, questi ragazzi ferraresi finissero per passare inosservati nel pur congestionato panorama musicale underground.

Shores Of Hope - Recensione su Rock Rebel Magazine

Gli Stealth sono una delle tante band che appartengono al mondo dell’underground hard rock italiano e che non mollano nonostante le difficoltà. “Shores Of Hope” è il loro secondo lavoro ed è completamente autoprodotto, segno che la passione e la voglia di fare musica sono un motore potentissimo per far muovere le idee.

Shores Of Hope - Recensione su Damna Records & Books

Una premessa indispensabile: col termine "hard rock moderno" da alcuni anni si stanno spacciando tonnellate di stronzate suonate da band ruffiane e prive di talento, incapaci di scegliere una strada autonoma in quanto incapaci e basta. Il miscuglio miope di Hard'n'Heavy con speziature grunge, alternative e vattelapesca mi disgusta nella quasi totalità dei casi.

Non è il caso di questo gruppo di Ferrara, gli Stealth, che sono giunti a questo esordio autoprodotto dopo aver inciso precedentemente un EP.

Shores Of Hope - Recensione su Rock Impressions

L’esempio dei ferraresi Stealth può calzare a pennello nell’esprimere al meglio il problema annoso, e credo a mio modesto parere anche irrisolvibile, dell’esterofilia italiana. Non è forse vero che nell’Hard Rock (e non solo) se un prodotto è straniero diviene concettualmente ed ipoteticamente più appetibile per un acquirente italiano? Se così non è, non capisco questo squilibrio di vendite, o meglio ne trarrei le conclusioni che noi italiani non sappiamo suonare questo genere. Ma in verità così non è, qui ne avete un esempio lampante. E si… perché “Shores Of Hope” è un disco accattivante, sporco e stradaiolo, con un pregio non trascurabile: l’eterogeneità.

Shores Of Hope - Recensione su AloneMusic

Rock’n’roll ragazzi, rock’n’roll. Non c’è niente di meglio che tornare a casa da lavoro e sentirsi nelle orecchie qualche bel riff graffiante, immaginandosi capelloni mezzi nudi muoversi al ritmo dei loro strumenti… scherzi a parte, l’album di debutto degli Stealth mi piace.

Shores Of Hope - Recensione su UndergroundZine

Stealth in una parola hard rock europeo. Si sente tantissimo l’influenza teutonica nelle scelte sonore e vocali; tanto da farmi ricordare in più punti gli Scorpions. Ma andiam per gradi. La band nasce nel 2007, ma è solo nel 2011 che ottiene una lineup stabile e che permette alla band di poter proporsi da live e registrare il materiale che compone questo loro debutto “Shores of hope”. La band, come dicevo poco sopra, è dedita a del classico hard rock, ma va detto che occhieggia pericolosamente alle frange più vicine del metal; per capirci si avvicina pericolosamente a sonorità più pesanti del solo “hard rock” avvicinandosi a sonorità di heavy classico.

Shores Of Hope - Recensione su Heavy-Metal.it

Non è sempre facile ascoltare album che ti soddisfino completamente, come del resto non è mai facile trovare le parole adatte per descrivere un gruppo, la sua effettiva bravura, le caratteristiche che lo valorizzino o lo penalizzino.
Non è facile se si ha un po’ di buon senso e rispetto nei confronti di chi fa musica, di chi ci mette tutto il suo impegno, soprattutto quando si tratta di debuttanti. Ma gli Stealth, ferraresi nati nel 2007 grazie, GRAZIE (e lo scrivo in piena consapevolezza, questo grazie, in maiuscolo) a Luca Occhi (chitarra e backing vocals) e a Marcello Danieli (batteria) hanno finalmente soffiato come un vento forte e impetuoso nel mio cielo di dubbi relativamente ai giudizi, hanno portato una ventata di limpida oggettività, che chiaramente mi può far dire tutto e niente : tutto di positivo e nulla di negativo, tutto di emozionante e nulla di scontato.

Shores Of Hope - Recensione su Flight Of Pegasus

Από καιρό σε καιρό εμφανίζονται διάφορα σχήματα που χωρίς προφανή λόγο, χωρίς να διαθέτουν την ξεχωριστή μουσική προσωπικότητα ή την υπερφυσική εκτελεστική δεινότητα κερδίζουν την προσοχή σας.

Shores Of Hope - Recensione su Metallized.it

Formatisi nel 2007 per volontà del chitarrista Luca Occhi e del batterista Marcello Danieli, i ferraresi Stealth hanno prodotto nel 2012 l’EP Echoes from a Dark Lake Bridge che poneva in luce un songwriting di confortante livello inquadrabile nell’ambito dell’hard rock. A distanza di un anno il combo torna prepotentemente alla ribalta con il disco Shores of Hope che include, peraltro, tutte e cinque le composizioni già presenti nel summenzionato EP. Il full length è autoprodotto ed è proprio di questi giorni la notizia che gli Stealth hanno firmato un contratto con la Atomic Stuff Promotion, favorevolmente colpita dalla qualità del loro debut album, che ne curerà la distribuzione.

Shores Of Hope - Recensione su Truemetal.it

Nel 2013 il five-piece ha creato il suo primo lavoro discografico autoprodotto, dal titolo “Shores of Hope”, che si fa apprezzare, tra l’altro, per gli accurati confezione ed artwork.
Il full-length mostra una band che, forte di grinta e determinazione da vendere, si mette in luce grazie ad un sound granitico e tagliente, tra hard ed heavy, tutt’altro che resistente alle aperture melodiche ed alle influenze del rock duro contemporaneo.