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Shores Of Hope - Recensione su MetalWave

Gli Stealth sono di Ferrara e arrivano al loro primo album “Shores of Hope”, autoprodotto, che consiste in 10 tracce per 43 minuti e mezzo di musica Hard Rock/Heavy Metal, citando la loro biografia. In realtà, no. “Shores of Hope” non è fatto male, non è brutto, ma possiede alcuni difetti che reputo imputabili alla mancanza di esperienza, più che altro.

L’ascolto dell’album rivela che anzitutto non è metal: è rock, e neanche tanto hard. Non che sia un male, ma si sente. Le canzoni provano a spaccare, ma più che altro mi restano in mente quelle melodiche e calme, più che quelle rockeggianti. L’opener “Guns” ci prova a essere diretta e cattiva, “The border” la mette su un mid tempo corposo, ma di tutti i brani più rock si denota sempre un groove troppo leggero, dei ritornelli che virano troppo verso la melodia, tipo quello di “Nuclear Warfare” particolarmente, e una voce ben fatta ma troppo tranquilla, quasi (chiedo scusa per il brutto termine, è solo per rendere l’idea) troppo da “bravo ragazzo” e poco da rocker. Di certo non aiuta una qualità sonora troppo smussata e con la voce troppo alta rispetto alle chitarre e alla batteria, che non risaltano. Manca quella botta in faccia che ti fa sentire come se avessi il loro ampli davanti, e questa qualità sonora riesce solo a far esaltare i momenti meno potenti, che tra l’altro sono anche quelli più riusciti, con la splendida ballad “Godspeed” ad eccellere, nonché con la grigia e più moody “Black Century” altrettanto rimarcabile. Altrove, per i difetti formali suddetti, la band sui pezzi rock ce la fa, ma comunque resta sempre qualcosa di mica tanto speciale. Gruppo sciacquo sui brani rock e che farebbe dunque meglio a fare rock leggero? In realtà no, perché comunque “Rock Beast” convince molto bene pur essendo il brano rock più pesante, forse, del lotto, paragonabile a qualcosa dei rockers nostrani Impulse di “Let freedom rock”. Il problema sembrerebbe dunque non essere tanto la composizione quanto la realizzazione dell’album e forse anche un po’ la convinzione dei membri stessi nel registrarlo.
Essendo il disco di debutto, facciamo che il voto sotto riportato fa da incoraggiamento, e ci accontentiamo del talento nei brani melodici e anche di potenzialità espresse da brano tipo “Rock Beast”, ma per il prossimo album personalmente auspico un’enfasi di entrambi questi lati compositivi degli Stealth. In bocca al lupo!

Snarl - 09/09/2014
Voto 68/100
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