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Shores Of Hope - Recensione su Metallo Italiano

Formatisi nel 2007, i ferraresi Stealth (alias Enrico Ghirelli, vocals; Luca Occhi e Matia Catozzi, chitarre; Andrea Rambelli, basso; Marcello Danieli, batteria) arrivano al debut album nel 2013 con il qui presente ''Shores Of Hopes'', che ingloba il precedente EP ''Echoes from a Dark Lake Bridge'' e lo arricchisce di cinque nuove composizioni, tutte inquadrabili nell'ambito di un hard/heavy a tinte moderne con un orecchio di riguardo per la melodia e con non pochi addentellati alla scena street americana degli anni '90 ( Gun's N Roses e Motley su tutti).

Animati dal battagliero intento di entrare nel mondo professionale, gli Stealth confezionano un biglietto da visita curato dal punto di vista grafico e sonoro... L'opener ''Guns! Guns! Guns!'', dopo una breve intro, ci propone, in un hard rock su ritmiche serrate, una metafora non molto ardita sullo scopo di vita fondamentale del maschio medio: ragazze! ''The Border'' si attesta su tempi medi con un buon riffing; ''Ozone Fades'' ha un andamento pesante e oscuro, ravvivato nel refrain, a dire il vero per me non molto ispirato. Personalmente non la ritengo la più adatta a ricavarci un video... Tempo di ballad (power) con ''Godspeed'', ben riuscita, pur non essendo minimamente originale. ''Nuclear Warfare'' vira maggiormente sul metallo, brano valido a tutto tondo; il gioco riesce parzialemente con ''Pharaoh'', in cui l'incedere epico del verso, esaltato dalle chitarre, sfuma in un refrain eccessivamente melodico. Un'altra ballad è ''Black Century'', che serve solo a preparare il picco emotivo e compositivo del disco, ''Uhlans, 1915'', incentrata sulla cavalleria prussianadegli Ulani durante la Grande Guerra, ricca di pathos e emozioni. ''Rock Beast'' fa tanto stelle e strisce, ma, di fronte alla prova precedente, non regge il confronto: carina ma tanto, tanto easy... Finale giocato sull'acustica per ''My Heaven'', andamento soft che aumenta gradualmente d'intensità, e la scuola è quella di Bon Jovi. Tirando le somme, gli Stealth ci regalano tre quarti d'ora godibili, arricchiti da buone prestazioni strumentali e vocali. Non possiamo gridare al miracolo, perché ormai ci stiamo abituando a debuttanti di livello davvero alto; ''Shores Of Hopes'' può essere comunque un buon primo passo.

Alessandro Biasi - 26/08/2014
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