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Shores Of Hope - Recensione su Damna Records & Books

Una premessa indispensabile: col termine "hard rock moderno" da alcuni anni si stanno spacciando tonnellate di stronzate suonate da band ruffiane e prive di talento, incapaci di scegliere una strada autonoma in quanto incapaci e basta. Il miscuglio miope di Hard'n'Heavy con speziature grunge, alternative e vattelapesca mi disgusta nella quasi totalità dei casi.

Non è il caso di questo gruppo di Ferrara, gli Stealth, che sono giunti a questo esordio autoprodotto dopo aver inciso precedentemente un EP.

In "Shores of Hope" mi sembra ci sia una visione eclettica del rock duro, più che una trita contaminazione di tutto e nulla.
Figli inevitabili della propria epoca e quindi influenzabili dall'eccesso di input veri e virtuali, musicali e non, gli Stealth provano (e in alcuni casi riescono) ad essere un po' sé stessi, e non sempre le copie peggiori di qualcun altro .....
Alcuni brani del cd hanno qualcosa a che fare con l'emozione vera e non posticcia, programmata a tavolino, ben oltre i limiti imposti dall'appartenenza forzata a schemi e paletti "di genere".
Sorvolando di proposito la sfilza di influenze che contaminano (in senso buono...) la loro musica, ho trovato nella voce di Enrico Ghirelli qualcosa di coinvolgente, anche se non mi sembra il miglior scrittore di linee melodiche del pianeta....
Anche il lavoro dei chitarristi Luca Occhi e Matia Catozzi è ben strutturato e aperto a soluzioni non sempre troppo prevedibili, con poche cadute di tono.
La sezione ritmica di Andrea Rambelli (basso) e di Marcello Danieli (batteria) segue a ruota con meriti propri.

I brani sono piuttosto diversificati come impone la scelta di un gruppo non ottuso, non troppo originali, innovativi o coraggiosi, ma comunque ben strutturati ed eseguiti, con punte di un certo livello.....

Sarà perché è anche il nome di uno dei più grandi gruppi power metal "evoluto" del pianeta, ma il mio pezzo preferito è quello intitolato "Pharaoh", il più sintetico nell'esporre l'anima power e quella melodica degli Stealth in una manciata di (ottimi) minuti.
Il resto rientra nei gusti personali di chi ascolta, negli stati d'animo e in tutte le facezie di turno... L'unica cosa oggettiva è la buona resa formale di questo CD, al di là dei limiti di esperienza e ispirazione dei suoi artefici.

Mi fermo qui, ricordandomi, e ricordandovi, di essermi divertito ad ascoltare "Shores of Hope", cosa che mi capita, recentemente, una volta su 72 ....

Stefano Coderoni - 14/04/2014
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