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Shores Of Hope - Recensione su Rocka Rolla Zine

Agradable sorpresa estos italianos. Stealth vienen de Ferrara y se presentan como una banda con pretensiones de originalidad. De momento la primera impresión me ha resultado muy agradable. Hard rock, heavy metal sin mas etiquetas, pero que en realidad repasa todos las variantes metálicas y las recicla en algo bastante personal.

Shores Of Hope - Recensione su Tempi Dispari

E se all’hard rock dei Motley Crue si sottraesse la spensieratezze e ci si aggiungesse un po’ della “malinconia” e della rabbia grunge, degli Alice in Chains ad esempio, con una spruzzatina di Metallica, quale sarebbe il risultato? Probabilmente questo esordio degli Stealth Shores Of Hope.

Shores Of Hope - Recensione su MetalWave

Gli Stealth sono di Ferrara e arrivano al loro primo album “Shores of Hope”, autoprodotto, che consiste in 10 tracce per 43 minuti e mezzo di musica Hard Rock/Heavy Metal, citando la loro biografia. In realtà, no. “Shores of Hope” non è fatto male, non è brutto, ma possiede alcuni difetti che reputo imputabili alla mancanza di esperienza, più che altro.

Shores Of Hope - Recensione su Metallo Italiano

Formatisi nel 2007, i ferraresi Stealth (alias Enrico Ghirelli, vocals; Luca Occhi e Matia Catozzi, chitarre; Andrea Rambelli, basso; Marcello Danieli, batteria) arrivano al debut album nel 2013 con il qui presente ''Shores Of Hopes'', che ingloba il precedente EP ''Echoes from a Dark Lake Bridge'' e lo arricchisce di cinque nuove composizioni, tutte inquadrabili nell'ambito di un hard/heavy a tinte moderne con un orecchio di riguardo per la melodia e con non pochi addentellati alla scena street americana degli anni '90 ( Gun's N Roses e Motley su tutti).

Shores Of Hope - Recensione su RockGarage

Prove ed allineamenti e finalmente nel 2013 gli Stealth pubblicano il loro album di debutto dal titolo Shroes Of Hope. Sono davvero pochi i coraggiosi che potrebbero scommettere sull’italianità di questa band: moniker, titolo dell’album, titolo delle tracce, testi e biografia sono tutti in inglese; restano fuori solo i nomi dei componenti della line-up e il “.it” del sito web.

Shores Of Hope - Recensione su Femforgacs.hu

Komoly igazságtartalma van annak az észrevételnek, hogy a középszerű lemezekről a legnehezebb írni! Mert ami gyenge, azt jól le lehet húzni, az erős albumokat pedig oldalakon keresztül képesek vagyunk méltatni. Na de a tök átlagos, közepes korongok! Azok bizony kemény diók!

Shores Of Hope - Recensione su HairMetal and Zombie Ritual Fanzine

This Italians have everything to be a successful act of heavy/hard rock. Good songs, good debut album, good reputation (as they have been very active in live gigs lately) good promotion, good image, etc. Everything related to the band seems to be quite professional and full of commercial ideas, which is something valid and respectable if we are talking a serious project for the masses.

Shores Of Hope - Recensione su Behind The Veil

It is true that most of us had our first meeting with the Italian metal scene through bands like RHAPSODY and DOOMSWORD. These two are great bands, but if you think that the Italian metal scene is only power and epic metal, then you are wrong. Personally speaking I like the heavy metal scene of Italy a lot and surely it is amongst my favorite ones and above all it is a scene that can offer music for every kind of taste.