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Un Fiume di Musica - Recensione Demo

Pubblichiamo con grande piacere la recensione a cura di Vittorio Formignani sulla rivista "Un Fiume di Musica".

Salve a tutti, lettori di Un Fiume di Musica, in questo numero di Marzo 2013 vi proponiamo la recensione della demo, non ancora album, “Echoes from a dark lake bridge” degli Stealth!

Prima di procedere vorrei, per chi non conoscesse ancora la band, presentarvela con una breve biografia.
Gli Stealth nascono nel 2007 da un’idea di Luca Occhi (chitarrista) e Marcello Danieli (batterista). La loro prima formazione comprendeva: Luca Occhi (chitarra), Marcello Danieli (batteria), Luca Vianello (basso) ed Enrico Ghirelli (voce). Purtroppo, dopo alcuni mesi Luca Vianello ed Enrico Ghirelli lasciano la band e così il progetto sembra naufragare. Ma non temete, grazie alla tenacia ed alla caparbietà di Luca e Marcello, dopo tre anni passati alla ricerca dei nuovi componenti, gli Stealth trovarono in Andrea Rambelli (basso) e Matia Catozzi (chitarra) dei musicisti affidabili e motivati. La line-up della Band venne poi completata nel 2011 con il ritorno di Enrico Ghirelli.
Questa è la formazione attuale degli Stealth:
Enrico Ghirelli - Voce
Luca Occhi - Chitarra Solista
Matia Catozzi - Chitarra
Andrea Rambelli - Basso
Marcello Danieli - Batteria

Con tale line-up della band, gli Stealth ottennero successi sicuramente meritati e che hanno, magari solo in parte, ripagato l’energia utilizzata per trovare i componenti come: l’essere arrivati in finale al Contest Rock in Progress 2012 di Ferrara, la finale conquistata al Contest Nazionale Emérgenti 2012 su DI.TV e la vittoria al Concorso Nazionale Evolution Fest 2012 di Tresigallo (FE).

Ma passiamo ora alla recensione.
Hard Rock! Decisamente è ciò che si pensa al primo ascolto del non ancora completo Echoes from a dark lake bridge! Nella demo, infatti, si possono sentire e percepire riff distorti e potenti che si fanno alternare anche da ballate dalle atmosfere melodiche.
La demo comprende sei brani:
1 - Black Century
2 - My Heaven
3 - Nuclear Warfare
4 - Ozone Fades
5 - Pharaoh
6 - Rock Beast.

Come già reso evidente, il primo brano è Black Century. Esso sembra partire come una ballata dall’atmosfera estremamente riflessiva e introspettiva ma una volta arrivato il ritornello tale impressione viene completamente messa da parte: infatti, è nel ritornello che si può percepire una carica tipicamente Hard Rock che viene amplificata dalla voce tagliente di Enrico Ghirelli e dalla potente e prorompente base musicale messa in atto dal resto del gruppo. La definirei una canzone di rivendicazione con la quale gli Stealth vogliono far sentire la loro voce al mondo intero!
Passiamo, poi, a My Heaven. Questo brano continua a creare assieme a Black Century l’atmosfera da ballata rock. Tuttavia, pur avendo entrambe tale tipo di atmosfera, la differenza tra le due è molta. In My Heaven, infatti, non solo c’è un impiego decisamente non marginale della chitarra acustica ed un originale ed orecchiabile sottofondo di basso, ma è presente anche, nel testo così come nella sonorità utilizzata, quella vena rock sentimentale e propria solo di quelle grandi e storiche ballate che hanno fatto e fanno tutt’ora emozionare la gente.
La chicca della canzone direi che il riff finale di chitarra che la conclude che oserei dire che dà quasi l’impressione di una scalata al paradiso!
Con Nuclear Warfare si cambia completamente registro. Si passa, infatti, ad una canzone che dire carica sarebbe troppo poco: infatti, l’energia che sprigiona questo brano la potrei definire esplosiva, elettrizzante, bruciante ma l’aggettivo che, secondo me, è più adatto è “NUCLEARE”. La definirei una canzone da veri hard rocker in cui però credo che sia presente un significato più profondo e nascosto.
Passando a Ozone Fades, direi che l’atmosfera che viene creata dalla band, in particolare dal riff di chitarra iniziale, sia quasi apocalittica! Nel testo, infatti, si può notare come, all’inizio, si spieghi cosa succederebbe se l’ozono scomparisse ma, poi, il significato delle parole si evolve in una profonda critica non solo alla società ma addirittura all’umanità intera che davanti alla devastazione ed alla corruzione presente nel mondo continua a voltare il volto e così a non vedere. Qui, gli Stealth li definirei benevoli messaggeri dell’apocalisse: benevoli perché alla fine della canzone sembra diano una possibilità di redenzione “Still Humanity prefers to turn the face...What about you?“.
La penultima canzone della demo è Pharaoh nella quale, grazie ad una particolare sonorità di chitarra ed un riff non convenzionale, gli Stealth riescono decisamente a creare un’atmosfera egiziana che viene meno nel ritornello ma ritorna più che mai nell’assolo di chitarra estremamente azzeccato da questo punto di vista.
Vi dico solo che cosa mi fa venire in mente questa canzone: una piramide che risale dalle profondità della terra sabbiosa del deserto dalla quale esce l’onnipotente faraone che se prima dal testo sembrava si potesse personificare nel cantante Enrico Ghirelli alla fine gli Stealth si distaccano dal faraone che è (forse?) in realtà colui che la band deve combattere (“I’m the Pharaoh, I’m the deceiver, your laws are hiding my lies, your defenders by my side, thirst of power is my bride”).
Nell’ultimo brano, Rock Beast, ritorna la carica bruciante hard rock degli Stealth che creano un'atmosfera davvero coinvolgente e orecchiabile che viene amplificata ed aumentata nel ritornello e poi anche nell’assolo di chitarra.
Con Rock Beast si conclude la demo, non ancora album, Echoes from a dark lake bridge degli Stealth.

Ascoltarli e recensirli è stato davvero divertente e sapete che cosa vi dico?
Andate ad ascoltarli perchè gli Stealth sono davvero delle Rock Beasts!
Per chi fosse interessato ad ascoltare la demo recensita o a sapere di più sulla band o a leggere i testi delle canzoni può farlo andando sul sito ufficiale degli Stealth!
Inoltre, non perdetevi nel prossimo numero l’intervista agli Stealth!

 

Vittorio Formignani
Un Fiume di Musica