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Articolo su La Nuova Ferrara

Nelle notti d’estate vince l’heavy metal. Riff e assoli di chitarra infiammano il pubblico: gli Stealth, con tecnica e passione portano a casa il primo premio.

18 giugno 2012, di Samuele Govoni
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E’ stata una gara “all’ultima nota”: i musicisti hanno suonato con determinazione e energia sfoggiando brani e generi differenti. Dal rock progressive all’heavy metal, passando per hard rock, pop e rap la musica ha entusiasmato e appassionato i presenti. Quelli del ’900 oltre ad aver ricevuto numerosi sponsor e patrocini, possono vantare anche un testimonial d’onore; Beppe Carletti (storico componente dei Nomadi), che sarà presente in giuria il prossimo settembre per il concorso legato al Festival di Castrocaro.

«Dobbiamo ringraziare tutti gli amici che ci hanno accompagnato, i gruppi che si sono esibiti e, soprattutto, le persone presenti - hanno affermato gli organizzatori -; stavolta è stata più dura organizzare l’appuntamento; comunque ce l’abbiamo fatta e siamo felici».

Parte del ricavato verrà devoluta in beneficenza e sarà destinato all’Ail (Associazione italiana contro le leucemie - linfomi e mieloma), all’Associazione “Crescerai” e, vista la situazione, anche alle popolazioni terremotate dell’Emilia.

«Se possiamo aiutare lo facciamo volentieri - continuano gli organizzatori -; cerchiamo di dare il nostro contributo, seppur modesto, alle giuste cause. E’ importante».

La giuria ha valutato i concorrenti secondo presenza scenica, tecnica e testi. Gli Electric blue hanno eseguito brani unicamente strumentali mentre i vincitori e The ash tray hanno scelto l’inglese; l’unico che ha cantato in italiano è stato Frenk Nelli. La scelta di quest’ultimo è stata, forse, la più azzeccata perché si possono fare buone canzoni anche con la nostra lingua, guadagnando in impatto e apprezzamento. Il rock in italiano è fattibile e ci sono artisti che lo dimostrano ormai da anni; forse è più difficile comporre i testi richiede un maggior dispendio di tempo, perché l’inglese si adatta meglio alla musica però, all’ascolto è certamente meno immediato, anche perché per cantare in un’altra lingua senza perdere di credibilità, la lingua in questione la si deve conoscere bene e non in maniera “maccheronica”. Le band che si sono esibite hanno portato sul palco impegno e positività ma, oltre a questi imprescindibili compagni, la prossima volta sarebbe bene che portassero anche convinzione ed innovazione; ma hanno tempo, la stoffa e la determinazione non mancano. La musica ha bisogno di ossigeno e di nuove reclute; l’Evolution fest ha concesso un assaggio delle “risorse di settore” della nostra zona. Bravi, ma c’è molto lavoro da fare e come dicono gli Ac-dc: «La strada è lunga per arrivare al rock n’roll».