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Intervista su Italia Di Metallo

Andiamo ad intervistare gli Stealth, gruppo hard rock ferrarese di cui abbiamo recentemente recensito il primo album, "Shores Of Hope".

Ciao ragazzi, benvenuti su Italia di Metallo! Presentatevi ai nostri lettori.
Ciao a tutti! Gli Stealth nascono nel 2007 da un'idea di Luca Occhi e Marcello Danieli che cominciano immediatamente a scrivere testi e musiche. Nel 2011 finalmente la line-up della band viene completata da Andrea Rambelli, Matia Catozzi ed Enrico Ghirelli, tutti provenienti da altre esperienze e progetti musicali.

La band nasce nel 2007 ma la line up definitiva si completa solo nel 2011. Cos'è successo in quel lasso di tempo?
La formazione iniziale ha perso quasi subito per strada il bassista ed il cantante; quindi in quei 3 anni sono stati fatti vari provini per arrivare ad una formazione stabile e con gli stessi obbiettivi.

Il vostro album arriva quindi dopo quasi tre anni di attività. A cosa è stata legata questa scelta, sempre che di scelta si tratti (e non sia stata invece dettata da fattori esterni)?
In realtà è il tempo che si è reso necessario per adattare e modificare alcune canzoni già realizzate e crearne di nuove con la formazione definitiva.

Una cosa che mi ha colpita fin da subito sono i titoli dei vostri pezzi: la maggior parte non ha a che fare con la classica triade del sesso, droga e rock n'roll come ci si sarebbe potuto aspettare. Ci volete parlare dei temi che avete affrontato?
In effetti non siamo così legati allo stereotipo della band hard rock. Il tema centrale di "Shores Of Hope" si fonda prevalentemente su una critica alla società contemporanea; nella maggior parte dei testi viene espressa attraverso metafore, in altri in forma molto diretta.

Avete realizzato anche un video per un brano, "Ozone Fades". Tra le dieci tracce dell'album, perchè proprio quello?
Abbiamo scelto "Ozone Fades" perchè è forse la canzone più completa per capire tutte le anime del nostro stile. C’è armonia, cattiveria, hard’n’heavy lento e veloce e un maxi assolo finale!

Gli Stealth e i live: dalla vostra biografia emerge che avete affrontato già una 60ina di live nel giro di un paio di anni. Ce n'è qualcuno in particolare che vi piace ricordare?
Ce ne sono tanti ma in particolare il primo ha un sapore diverso! Poter esprimere agli altri tutto quello che tieni rinchiuso per mesi in sala prove è qualcosa di unico.
 
Come vedete la scena rock e hard rock italiana? C'è abbastanza spazio per le band emergenti?
Sia a livello regionale che nazionale abbiamo avuto modo di conoscere moltissime band valide che però faticano ad emergere... il motivo è sempre quello... se non hai un prodotto vendibile all'istante con i canoni delle Major hai pochissime possibilità di farti conoscere.

Grazie per aver risposto alle nostre domande, se c'è qualcosa che volete aggiungere fatelo ora o mai più! Da Italia di Metallo un grosso un bocca al lupo!
Vi ringraziamo per averci dato la possibilità di parlare di "Shores Of Hope" e la cosa che ci sentiamo di dirvi è di ascoltare le nostre canzoni e di venire a vederci dal vivo! Per il resto supportate la buona musica underground e non fatevi rincoglionire dalle mode passeggere \m/
 

Intervista a cura di Elena Merlin